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Balconi e terrazzi ecosostenibili

Balconi e terrazzi ecosostenibili

Non è più tempo di sprechi di energia, di materiali e di soldi nelle nostre vite.
Come non lo è nella quotidianità, non lo può essere neppure nel giardinaggio, negli
ampi spazi del giardino e nemmeno su un terrazzo o un balcone. Il cambiamento
climatico è in atto, almeno proviamo tutti insieme a rallentarlo. E al tempo stesso
evitiamo di creare un balcone o terrazzo dalla vita brevissima, dove i vegetali
vengono inceneriti ancora prima dell’estate.

Spunti ecosostenibili

Avere un balcone o un terrazzo inverdito significa più umidità e meno calore,
rispetto al riverbero provocato da superfici piastrellate o cementate spoglie. Coltivarlo
con metodi di agricoltura biologica significa creare uno spazio per la biodiversità e
per la protezione per la piccola fauna, dagli uccelli agli insetti. Riciclare materiali
spesso plastici ne riduce la richiesta, contribuendo nel nostro piccolo a deprimerne la
produzione e a contenerne lo smaltimento. Risparmiare acqua è una necessità
globale, risparmiare la vita delle piante – scegliendo quelle adatte al contesto, che non
muoiano dopo un mese – è un obbligo etico. Il modello ecosostenibile si basa su
piante poco esigenti, con moderato o minimo fabbisogno idrico ed elevate
prestazioni di estetica e di durata perché poco sensibili ai parassiti e alle avversità
meteo.

Utilizzo dei vasi

I vasi in terracotta sono in materiale naturale, ma si spaccano facilmente e non sono
riciclabili (se non riducendoli in piccoli pezzi con il martello e utilizzando i coccetti
per coprire i fori di drenaggio). I vasi in plastica oggi sono spesso in plastica riciclata
e riciclabile, anche se… i vasi da vivaio si possono conferire fra i rifiuti plastici
perché sono considerati “imballaggio”, mentre quelli acquistati in negozio vanno
purtroppo smaltiti nell’indifferenziato perché sono “oggetti”. Però alcuni vivai,
aziende floricole e centri giardinaggio ritirano i loro vasi da vivaio per riutilizzarli
(previa sanificazione). La plastica permette di realizzare vasi con riserva d’acqua. Il
consiglio eco è: riutilizzate i vasi da vivaio oppure restituiteli al punto vendita se li
ricicla; acquistate vasi nuovi in materiale riciclato e usateli finché non si rompono,
non buttateli via solo perché non vi piacciono più, al limite regalateli o portateli a un
mercatino dell’usato.

Terricci a riserva d’acqua

Oggi quasi tutte le marche più importanti hanno in gamma un terriccio “a riserva
d’acqua”. Si tratta di miscele che contengono elementi naturali capaci di assorbire
una grande quantità di liquido rilasciandolo su richiesta delle radici man mano nel
tempo. Costano di più, ma si ammortizzano da soli, perché da un lato consentono di
risparmiare acqua e dall’altro evitano che la pianta defunga se passate un week-end
fuori casa (così non dovete ricomprare le piante). Attenzione: la capacità ritentiva
ha la durata di un anno circa. (il nostro IDROVITA può durare fino a 4 con i giusti accorgimenti)
Questo significa che, a prescindere dal fatto che i pani
di terra delle piante morte vanno sempre buttati, l’anno successivo quel terriccio sarà
diventato “normale”, non più a ritenzione idrica e, per ottenere lo stesso effetto
precedente, va sostituito.

Sì alle piante poco assetate

Esistono specie che chiedono poca acqua, sulle quali puntare al cambio di stagione
per assicurarsi fioriture ininterrotte fino a ottobre nonostante il caldo e il razionamento
dell’acqua. Tra le erbacee ci sono: garofanini (Dianthus), Verbena bonariensis,
lavanda (non Lavandula stoechas, assetata), osteospermum o dimorfoteca, gazania,
gaura, tutte le salvie da fiore tranne la S. splendens, Phlomis, Senecio (Cineraria maritima),
elicrisi, girasoli, lantane (Lantana camara e L. sellowiana), valeriana rossa
(Centranthus rubrum), cleome, erigero (Erygeron karvinskianus), achillea, limonium
o statice, gaillardia, rudbeckia ed echinacea. Graminacee ornamentali ed Hemerocallis
chiedono vasi molto profondi.
Tra le legnose o semi-legnose: geranio, eliotropio, dipladenia e mandevilla, tutti i
Solanum da fiore (e anche da bacca), plumbago, buganvillea, oleandro, ibisco esotico,
mirto, tutte le australiane (Metrosideros, Leptospermum, Chamaelaucium,
Callistemon), le aromatiche legnose (salvia, rosmarino, lavanda, timo).
Fra le piante succulente tutte resistono al caldo e alla mancanza d’acqua, dalle
Cactacee alle Euforbiacee alle Asparagacee (ex Liliacee). Vi consigliamo in
particolare le Aizoacee o “mesembriantemi” e le portulacche o “amanti del sole”
perché fioriscono ininterrottamente per tutta la primavera-estate.

Balconi ecosostenibili: risparmiare acqua

Laddove possibile, mettete i sottovasi da aprile a settembre. Installate sul
terrazzo un impianto automatico d’irrigazione i cui ugelli bagneranno i terricci per
pochi minuti senza alcuno spreco; eventualmente aggiungete un sensore d’umidità o
di pioggia per bloccare l’erogazione se è piovuto a sufficienza; programmate la
centralina sulle ore notturne ricordandovi in settembre di ridurre i turni d’irrigazione.
Recuperate l’acqua di lavaggio di verdura e frutta e quella di condensa del
condizionatore per riutilizzarle per annaffiare.

Una difesa naturale

Per ottenere piante sane e robuste, serve una buona concimazione con fertilizzanti
biologici: puzzano per un paio d’ore, ma non contengono sostanze chimiche di sintesi.
Utilizzando prodotti biologici per la difesa, dovete lavorare di prevenzione: una volta
a settimana irrorarle con un estratto di ortica (rinforzante, anti-insetto) e con propoli
(rinforzante e anti-fungino), entrambi reperibili nei Centri Giardinaggio; non
effettuate l’irrorazione nello stesso giorno, bensì sfalsata di 2-3 giorni. Osservate
quasi quotidianamente le vostre piante per intervenire prontamente, prima che la
malattia o il parassita dilaghino. Impiegando pochi prodotti naturali si crea anche un
ambiente “amico degli insetti”: api e farfalle visiteranno volentieri i vostri fiori e
contribuirete a preservarne l’esistenza. Senza contare che lo spazio sarà salubre anche
per bambini e animali domestici che più di voi adulti toccano e strofinano superfici e
piante. Avrete la garanzia di offrire loro una “stanza” gradevole e innocua.

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